In Giappone esistono moltissime marche di birra analcolica e noi, da buoni italiani amanti soprattutto delle birre artigianali, non possiamo fare a meno di chiederci: sarà buona come quella vera?

Personalmente io l’ho provata e devo dire che non ho notato grandi differenze, anche se ovviamente mi riferisco alla birra Asahi normale e alla sua versione analcolica. Non voglio certo paragonarla alle nostre birre italiane, di cui non sono comunque un grande estimatore. La Asahi in sè è una birra molto leggera e quindi incontra molto bene il mio gusto, sia alcolica che non.

Ovviamente la birra analcolica non è adatta a chi vuole bere per dimenticare!

La birra analcolica può essere un’ottima soluzione per chi cerca il gusto della birra ma sa di dover guidare, oppure può essere un intermezzo tra alcolici più pesanti durante un nomihoudai (飲み放題, bevi a volontà): se vi capiterà di trattenervi a lungo in Giappone per studio o per lavoro, 99 volte su 100 le vostre uscite con amici o colleghi saranno un vero e proprio nomihoudai, ossia andrete in un locale dove pagando un prezzo fisso potrete bere a volontà qualunque drink per una durata massima di 2 ore.  Molto divertente, ma il vostro fegato potrebbe non essere d’accordo.

Tuttavia, nonostante l’assenza di alcol dalla birra in questione, recentemente una giovane impiegata giapponese si è ritrovata ad essere sgridata e allontanata dal lavoro perché durante la pausa il suo capo l’ha sorpresa a bere proprio della birra analcolica.

La ragazza è rimasta talmente scossa dall’accaduto che ha pensato di scrivere su un social chiedendo l’opinione di altre persone sul suo gesto: è davvero così sbagliato bere una birra analcolica sul luogo di lavoro? Le risposte generali sono state piuttosto sorprendenti: molti ritenevano che non avrebbe dovuto farlo, alcuni hanno giudicato la reazione del capo troppo eccessiva ma comunque erano consapevoli del fatto che la birra non va portata al lavoro, anche se analcolica. Insomma, il gesto innocente di questa ragazza non è piaciuto non solo al suo datore di lavoro ma nemmeno alla comunità dei social.

Birra analcolica sul posto di lavoro: giusto o sbagliato?

C’è da dire che in Giappone gli ambienti di lavoro sono molto standardizzati, soprattutto negli uffici, perciò questo comportamento apparentemente ingenuo avrebbe dovuto invece essere oggetto di una riflessione maggiore da parte dell’interessata; forse proprio perché la birra, alcolica e non, è considerata un drink da bar e quindi da occasione sociale, non da lavoro.

Difficile dire come potrebbe essere andata però se si fosse trattato di un uomo a fare la stessa cosa! Eppure è pieno di pubblicità giapponesi dove le birre vengono sponsorizzate dalle donne…

In questa pubblicità ad esempio vediamo una birra arricchita al collagene:

E se fosse capitato a voi? Se qualcuno ha un’esperienza simile da raccontarci ce lo faccia sapere nei commenti!

Fonte: rocketnews24

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