Nel secondo trimestre 2016 il Giappone vede rallentare la propria economia intorno a crescita zero. Calo dei consumi e  diminuzione delle esportazioni e degli investimenti di capitale delle imprese sono i principali fattori che hanno influenzato l’economia nipponica.

Shinzo Abe,premier del governo, per far ripartire l’economia intende posticipare l’aumento dell’iva di 30 mesi già prevista tempo fa (dal 8% al 10%) e attuare un’ampia manovra di stimoli fiscali. Già nel 2012 appena salito al governo Abe promise una serie di riforme per rivitalizzare l’economia giapponese.

IL GIAPPONE VEDE RALLENTARE LA PROPRIA ECONOMIA INTORNO A CRESCITA ZERO

Questo programma, ribattezzato “Abenomics”, si basava su quelle che lui stesso aveva chiamato le “tre frecce”: politiche monetarie espansive, stimoli fiscali e riforme strutturali. Le prime due “frecce” sono state scoccate sin dall’inizio del suo governo.

crescita zero

 

Abe ha aumentato la spesa pubblica mentre la Banca Centrale del Giappone ha iniettato moltissimo denaro nell’economia. Il risultato è stato un deprezzamento del 25% dello yen nei confronti del dollaro e il ritorno dell’inflazione in Giappone, dopo più o meno vent’ anni di deflazione quasi senza interruzione.

Il governo nipponico è molto attento alle scelte economiche del paese, non intende ripetere gli sbagli fatti nel 1991 con lo scoppio della bolla speculativa riguardante il mercato azionario e il settore immobiliare giapponese.

QUALI SONO LE CAUSE?

Le  principali cause allo scoppio furono: l’aumento dei prezzi dei beni immobiliari sommata alla liberalizzazione delle norme finanziarie, la mancanza di capacità produttiva del Giappone di stare al passo con la domanda di beni e servizi e per ultimo aumento di liquidità delle imprese.