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Doubutsu no mori, ovvero Animal Crossing nel suo nome originale in giapponese, è la fortunata serie di videogame Nintendo che ha raggiunto la massima popolarità grazie all’ultimo videogioco del franchise uscito nel marzo 2020: New Horizons.

Doubutsu no mori, che in italiano significa “la foresta degli animali”, è una serie di videogiochi a marchio Nintendo iniziata nel 2001 che ad oggi è arrivata ad essere una delle più apprezzate dai giocatori di tutto il mondo. Si tratta di un simulatore di vita virtuale in cui i protagonisti del gioco siamo noi, che impersoniamo un abitante che si trasferisce in una città popolata esclusivamente da animali: animali che però si comportano esattamente come gli esseri umani, ossia parlano, hanno una loro casa e anche un loro carattere. Il nostro compito è interagire con i nostri concittadini e sviluppare la nostra città e i rapporti tra i nostri amici animali.

Prima di recensire l’ultimo titolo della serie, vediamo la sua storia a partire dagli albori.

  • 2001: il primo capitolo viene rilasciato in Giappone su Nintendo 64 con il titolo Animal Forest. Nel 2002 arriva in Europa e in Nord America e grazie all’innovativo Game Cube, che dispone di un orologio interno, il tempo nel videogioco segue esattamente lo scorrere del tempo nella vita reale: abbiamo quindi diversi scenari a seconda che sia notte o giorno, diverse musiche di sottofondo e interazioni e dialoghi diversi con i personaggi.
  • 2005/2006: esce Animal Crossing: Wild World sulla nuova console DS. In questo capitolo abbiamo anche la possibilità di pescare, vendere oggetti e interagire in maniera più approfondita con i personaggi.
  • 2008: il nuovo capitolo è Let’s Go to the City (negli USA conosciuto come “City Folk”) che sbarca su Nintendo Wii. Vengono aggiunti molti più personaggi e la nostra città si espande grazie ad un nuovo centro di interesse, la città appunto, dove troveremo vari negozi tra cui la parrucchiera e un negozio di abbigliamento, e anche un teatro.
  • 2012/2013: arriva l’unico e inimitabile (a detta di molti) Animal Crossing: New Leaf, in cui la grande novità, oltre alla grafica notevolmente migliorata, è che ora siamo noi il sindaco della città. Essere sindaco non ci esonera da tutte le precedenti attività, anzi, ci consente di essere maggiormente presenti e attivi nella vita della città e di svilupparla in maniera ancora più ampia.
  • SPIN-OFF: tra un capitolo e l’altro sono stati realizzati anche alcuni spin-off, tra cui Happy Home Designer, incentrato sulla decorazione delle case, e Pocket Camp, la versione mobile del videogioco, in cui la nostra casa è un camper.

DOUBUTSU NO MORI: IN NEW HORIZONS LA FORESTA NON E’ PIU’ LA PROTAGONISTA

Nell’ultimo capitolo di Animal Crossing, ovvero New Horizons, la foresta non è più il luogo di partenza della nostra avventura: ci troviamo, infatti, su un’isola deserta dove Tom Nook, il procione che era solito venderci la casa e pretendere il pagamento del mutuo nei capitoli precedenti, stavolta ci ha venduto un “pacchetto isola” che comprende una tenda da campeggio e la possibilità di costruire liberamente sull’isola in cui ci siamo appena trasferiti.

Inizieremo con una piccola tenda e successivamente avremo una vera e propria casa in cui abitare, che potremo pian piano espandere fino ad avere ben 6 stanze da arredare a nostro piacimento; inoltre, la principale novità di questo capitolo è che ad un certo punto del gioco saremo in grado di terraformare la nostra isola: potremo distruggere o costruire rilievi, creare fiumi e cascate, abbattere e spostare gli alberi e posizionare gli elementi di arredo anche al di fuori della nostra casa, creando scenari a tema e potendo anche costruire una piccola città. Su Instagram, Twitter e TikTok spopolano video e foto di isole trasformate con le ambientazioni più particolari, dal giardino giapponese al parco giochi per bambini, fino ad arrivare alle ricostruzioni di scenari presi da film o cartoni animati.

Il punto forte di questo gioco è, insomma, la fantasia: più si è creativi e desiderosi di sperimentare, più ci si divertirà: ad esempio, ricordate le creazioni a tema Jojo sviluppate proprio partendo dai personaggi di Animal Crossing?

Non mancano, però, alcuni tratti negativi del gioco:

  • molti personaggi sono stati eliminati o “snaturati”: ad esempio Isabelle, la cagnolina assistente di Tom Nook, in questa edizione del gioco non ha praticamente nessuna utilità, se non quella di “correggere” le cattive abitudini degli abitanti della nostra isola (se indossano un vestito che non ci piace lei gli dirà di cambiarsi, e così via) e di annunciare se ci sono particolari novità sull’isola (in pratica, non annuncia mai niente…);
  • gli eventi che finora abbiamo potuto vedere si sono rivelati troppo lunghi, ripetitivi e noiosi, come l’evento della caccia all’uovo (svoltosi durante il periodo di Pasqua per circa un mese), che ha scatenato le ire di molti giocatori stufi di sentir passare palloncini nel cielo praticamente ogni 30 secondi;
  • gli schemi, ovvero delle piccole cartoline che i nostri abitanti ci regaleranno ogni giorno e che ci consentiranno di imparare a costruire nuovi oggetti fai da te: peccato che non vengano assegnati con criterio ma in maniera del tutto casuale, e si finisce per avere schemi doppi o tripli senza poterli rifiutare ma finendo per accumularli e poi regalarli a qualcuno o buttarli nel bidone dei rifiuti.

In merito a questi difetti, rimandiamo allo YouTuber Kevin d’Amico che ha spiegato con molta chiarezza e precisione quali sono secondo lui i lati negativi del gioco.

CONCLUSIONI E OPINIONI PERSONALI

Animal Crossing: New Horizons è un gioco potenzialmente infinito, sia per la dinamica stessa del gioco, sia per il fatto di essere in continuo aggiornamento e di seguire il naturale corso del tempo, associando ogni evento/festività del mondo reale a un evento all’interno del gioco e ai relativi oggetti che si potranno ottenere solo quando sarà il momento giusto, come ad esempio l’albero di Natale o il caminetto, che non saranno acquistabili fino all’arrivo della stagione invernale. Nintendo rilascia infatti continui aggiornamenti e corregge i bug in maniera assidua, contribuendo a rendere il gioco sempre più accattivante e stimolante.

La personalizzazione del personaggio e soprattutto dell’isola sono anch’esse infinite, perché possiamo davvero sfasciare qualunque cosa e ricominciare a costruire tutto da capo se non siamo soddisfatti della nostra isola. Tuttavia, questo grande pregio a mio avviso è anche un grandissimo difetto: il problema è, infatti, che non siamo mai contenti dell’aspetto della nostra isola e basta fare un giro su alcuni gruppi Facebook o su profili Instagram per vedere quanto sono stupende le isole degli altri giocatori per sentirci subito demoralizzati. Almeno, questo è quello che succede a me! Inoltre, rendere l’isola davvero perfetta e meravigliosa significa dover passare ore ed ore all’interno del gioco, poiché tutte le costruzioni e gli spostamenti vanno fatti “un blocco per volta” (il gioco in sostanza ragiona per blocchi, un po’ come in Minecraft se vogliamo fare un paragone). Questo può diventare frustrante e sicuramente per il giocatore adulto può portare alla noia, mentre per i bambini il divertimento è sicuramente assicurato grazie alle semplici azioni giornaliere che possono fare all’interno del gioco.

Voto finale: 7/10

La naturale evoluzione di Doubutsu no mori era necessariamente il passaggio al mondo online: in questo il gioco è pienamente riuscito e garantisce ore ed ore di divertimento infinito!

Doubutsu no mori

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Irene Vicari
Laureata in Lingue per la comunicazione internazionale, con specializzazione in lingua giapponese; traduttrice free-lance e divoratrice di contenuti digitali e cartacei a tema Giappone. Ho anche lavorato in Giappone e ci torno ogni volta che posso per esplorare nuove zone.