Soldato cosplayer troppo realistico viene arrestato

soldato cosplayer

Essere un soldato cosplayer non fa di te un vero soldato.

Un cosplayer sa che ci sono limiti che non bisogna oltrepassare: non lo sapevano (forse) i cosplayer nazisti al Lucca Comics dello scorso anno e non lo sapeva neanche Shicho Oh, un ragazzo cinese che studia in Giappone e ha avuto la malaugurata idea di travestirsi da soldato giapponese.

Innanzitutto, ricordiamo che il Giappone non dispone di un vero e proprio esercito, che è proibito dalla Costituzione imposta dagli americani a seguito della sconfitta della II Guerra Mondiale, bensì di un corpo chiamato Self Defense Force, forze di autodifesa.

Il ragazzo in questione è un appassionato di militaria e spesso si riunisce con altri cosplayer in divisa per giocare a paintball o a soft-air.

La sua sfortuna (o ingenuità) è stata quella di essere stato fermato dalla polizia per un controllo documenti (NB: può capitare a qualsiasi straniero anche senza motivo, perciò non dimenticate mai i passaporti quando siete in viaggio!) e, invece della sua carta di residenza, Shicho ha mostrato una carta d’identità del personale di forza di autodifesa, chiaramente fasulla.

Shicho si è difeso dichiarando che quella carta d’identità era appositamente creata a scopo di cosplay, ma la polizia lo ha comunque arrestato perché in Giappone non è permesso falsificare documenti ufficiali. Oltretutto, la carta aveva una data di scadenza ed è stato trovato in possesso di un’ulteriore carta d’identità dell’esercito scaduta, rivelando che ne aveva fatta una nuova alla scadenza di quella vecchia.

IL SOLDATO COSPLAYER DEVE DIMOSTRARE DI NON ESSERE VERAMENTE MEMBRO DELL’ESERCITO

La preoccupazione della polizia, infatti, è che egli possa aver usato un documento contraffatto per entrare nell’esercito e avere quindi la cittadinanza giapponese.

Come potete vedere in questo video, la carta d’identità non è un semplice pezzo di carta ritagliata con le forbici, ma quello che sembra un vero e proprio documento plastificato con tanto di impronte digitali.

Il destino del ragazzo è ancora ignoto.

Fonte: NHK News Web

 

Language Learning: imparare una lingua grazie a Netflix

language learning

Language Learning: una semplicissima estensione di Chrome che vi permetterà di imparare una lingua grazie ai sottotitoli su Netflix – beh, un minimo di impegno però ce lo dovrete mettere anche voi!

Se come me avete iniziato a studiare il giapponese nel primo decennio degli anni 2000, ossia ormai vent’anni fa, una cosa del genere vi sembrerà fantascienza… quanto ci avrebbe fatto comodo poter vedere le nostre serie preferite direttamente con i sottotitoli in lingua originale? Invece ai tempi per avere un dorama sottotitolato occorreva iscriversi a qualche forum dove delle povere anime pie traducevano per tutti le puntate di Hana yori dango o di Kimi wa petto per poi distribuirle gratuitamente agli utenti disperati.

Sono finiti quei tempi! Grazie a Language Learning non solo possiamo seguire i dialoghi in lingua originale, ma anche:

  • cliccare su una parola sconosciuta e attivare il dizionario con la definizione;
  • cambiare la trascrizione da romaji a furigana;
  • guardare un qualsiasi film in qualunque lingua e attivare comunque i sottotitoli in giapponese o nella lingua che ci interessa.

LANGUAGE LEARNING RENDE LO STUDIO DIVERTENTE

Niente di più facile di sedersi davanti al PC e cercare il nostro anime o la nostra serie preferita e cominciare a guardarla in lingua originale. Tutto questo gratis proprio qui.

Se sei interessato ad andare in Giappone e non sai la lingua, da ora in poi usa questo strumento per imparare e assicurati di sapere queste espressioni per il tuo futuro viaggio!

Fonte: Sora News

 

Recensione “James May: Our man in Japan”

James May Our man in Japan

James May: Our man in Japan, conosciuto soprattutto per essere uno dei tre conduttori del programma Top Gear, in questo speciale sul Giappone di 6 episodi ci porta a conoscere lati insoliti del paese partendo dall’estremo nord fino ad arrivare alla regione del Kyushu.

Il suo viaggio parte con la prima puntata ambientata in Hokkaido, dove si cimenterà in una partita ufficiale di yukigassen, ossia sfida a palle di neve (sport che si pratica anche in Finlandia, Norvegia, Canada e altri paesi) e guiderà una slitta trainata dagli husky in uno spettacolare scenario innevato. Successivamente, tra le varie cose assaggerà birra artigianale a Sapporo, assisterà ad un concerto di J-pop alle 7 del mattino, guiderà go-kart nel centro di Osaka, dipingerà il monte Fuji e farà molte altre cose strambe ma sempre interessanti.

Già dalle prime imprese di James capiamo che l’intento del conduttore è di far risaltare la sua completa inettitudine e la sua goffaggine, rivelando che sì, lui ama il Giappone, ma è pur sempre un britannico grassoccio che si trova sempre fuori posto!

I luoghi dove invece non è mai fuori posto sono i banconi di un ristorante o all’interno di uno izakaya o uno yatai mentre si gode la buona birra giapponese.

Le puntate, della durata di circa 50 minuti l’una, proseguono rivelando tutta la vena comica del nostro conduttore, capace di farci ridere sia per il rapporto che ha con le guide locali che lo accompagnano durante il tour, sia per le prove sempre più improbabili a cui viene sottoposto, come andare in bicicletta vestito da samurai o combattere all’interno di un robot gigante.

La cosa che più fa piacere è che il suo scopo non è prendere in giro i giapponesi, ma al contrario prendere in giro se stesso mostrando cose che normalmente un turista in Giappone non ha occasione di provare.

JAMES MAY: OUR MAN IN JAPAN VI FARA’ RIDERE MA ANCHE RIFLETTERE

Tra le varie città toccate dal tour di James May, durato ben 11 settimane, vi sono Sendai, Fukushima, ovviamente Tokyo, Kyoto e Osaka, ma anche Kawasaki (in cui ha partecipato al famoso festival del pene), Hamamatsu (sede della Yamaha) e la quasi sconosciuta valle di Iya nell’isola di Shikoku.

Il viaggio, da buon appassionato di automobili, lo percorre soprattutto in macchina, ma ha anche occasione di prendere lo splendido treno di lusso Shikishima e naturalmente lo Shinkansen.

JAMES MAY NON SOLO AUTOMOBILI MA ANCHE CULTURA

Nonostante sia una serie comica, non mancheranno spunti di riflessione come, ad esempio, quando il viaggio tocca una città vicina a Fukushima, che è stata dichiarata sicura e in cui le persone possono tornare a vivere, ma dove purtroppo al momento sono tornate solo pochissime persone; inoltre, James incontra anche uno storico durante la sua visista a Hiroshima e al Museo della Pace, e con lui riflette su quali sono state le cause del lancio della bomba atomica.

In conclusione…

“James May: Our man in Japan” è una serie da vedere assolutamente per farsi due risate a cuor leggero e scoprire un lato del Giappone curioso e non banale.

Voto: 8/10

Disponibile su Amazon Prime Video

 

 

Quando il cosplay attira un po’ troppo: disavventura al Comiket invernale

comiket invernale

Il Comiket invernale, insieme a quelli primaverile ed estivo, è uno degli eventi più importanti non solo per gli amanti dei manga, ma anche dei cosplayer giapponesi.

All’esterno del Tokyo Big Sight, infatti, si radunano schiere di cosplayer pronte a subire l’adorazione delle folle e l’amore dei fotografi. Tuttavia, ci sono alcuni che si sono fatti prendere un po’ troppo la mano e hanno approfittato di cosplayer molto carine e molto poco vestite per infilare l’obiettivo della fotocamera… sotto le loro gonne!

COMIKET INVERNALE o COMIKET INFERNALE?

E’ successo a tre ragazze che stavano posando per le fotografie da una normale distanza, quando, all’improvviso, sono state accerchiate e molti fotografi ne hanno approfittato per andare a scattare foto anche da angolazioni non proprio “regolari”.

Nonostante le temperature invernali, infatti, le ragazze indossavano delle minigonne cortissime e una di loro era addirittura a seno quasi scoperto.

Situazioni del genere possono capitare anche abbastanza spesso, specie durante eventi di tale portata che attirano davvero un numero impressionante di visitatori.

Sarebbe importante stabilire una distanza di sicurezza per ogni cosplayer, come fa Enako, cioè quella che viene definita la migliore cosplayer giapponese, che attira attorno a sè folle di migliaia di fotografi “costretti” a posizionarsi a decine di metri di distanza tutti in cerchio per poterla fotografare, come potete vedere in questo video.

Quello che è certo è che il mercato del cosplay sta diventando sempre più importante in termini di introiti, come potete leggere qui.

E voi quanto in là sareste disposti a spingervi pur di fotografare la vostra/il vostro cosplayer preferito?

Il Comiket invernale si è svolto dal 28 al 31 dicembre del 2019, quello primaverile dal 2 al 5 maggio (in piena Golden Week), mentre quello estivo sarà dal 9 al 12 agosto 2020. Prepariamo valigie e macchine fotografiche…!

Fonte: Jin115.com