Omurice: l’omelette che fa venire l’acquolina in bocca

omurice

L’omurice è un esempio di come la cucina giapponese si è fusa spesso e volentieri con altre cucine internazionali: si tratta dell’omelette più famosa in Giappone, che non è un’omelette qualsiasi, ed ha un suo nome proprio: オムライス (omuraisu, rice omelette).

Ci sono diverse teorie sull’origine dell’omurice, ma la maggior parte concordano sul fatto che sia una fusione tra la cultura europea, ossia un’omelette in stile francese, e quella cinese (il riso fritto); infatti, il ripieno dell’omurice è proprio riso saltato in padella con cipolla, ketchup, pollo e altri ingredienti. La prima di queste omelette ha fatto la sua comparsa già nel 1900 presso il ristorante Rengatei di Ginza; successivamente, nel 1925 anche a Osaka venne introdotta nel menu del ristorante Hokkyokusei. L’obiettivo di entrambi i ristoranti era di fornire un piatto che fosse facilmente mangiabile con un cucchiaio.

Nonostante il nome omurice si possa applicare a qualsiasi piatto che includa un’omelette ripiena di riso saltato, non è detto che le omurice abbiano tutte la stessa forma. Esistono infatti:

  • crêpe molto sottili che vengono avvolte attorno al riso;
  • omelette che viene semplicemente appoggiata sopra al riso e, una volta tagliata, si sparpaglia sul riso stesso.
  • il ripieno può anche essere riso alla cantonese o addirittura yakisoba (noodle saltati in padella) al posto del riso bianco.

Può sembrare un piatto molto semplice, ma non è affatto facile prepararlo nella maniera corretta. Infatti, a differenza delle omelette francesi, l’omurice non deve avere nessun segno di bruciatura sulla superficie: deve essere completamente gialla, morbida ma non liquida. Serve anche la padella adatta, da 16 a 20 centimetri di spessore, possibilmente antiaderente e con i bordi inclinati.

L’omurice a casa vostra: ecco la ricetta!

Ecco dunque la ricetta per chi vuole cimentarsi nella preparazione dell’omurice.

INGREDIENTI:

Per il riso:

• 240 g (1 ciotola) di riso bollito tiepido

• ¼ cipolla, finemente tritata

• 50 g cosce di pollo disossate

• 10 g burro

• sale e pepe

• 2 cucchiai di ketchup

Per l’omelette:

• 3 uova medie

• Un pizzico di sale

• 10 g burro a temperatura ambiente

• Olio vegetale

• Ketchup

PREPARAZIONE

1) Riso saltato:

Scaldare una padella di 16-20 cm antiaderente e far sciogliere il burro a fuoco medio. Aggiungere la cipolla e farla soffriggere fino a che non diventa trasparente. Aggiungere il pollo e continuare a saltare finché la carne non cambia colore.

Aggiungere il ketchup e farlo saltare brevemente, fino a che il ketchup raggiunge una consistenza liquida. Aggiungere infine il riso tiepido e farlo saltare finché non diventa completamente rosso.

Aggiustare di sale e pepe e posizionare su un piatto ovale. Asciugare la padella con un panno e utilizzarla per la preparazione dell’omelette.

2) Omelette:

Rompere le uova in una ciotola e aggiungere un pizzico di sale. Ammorbidire il burro con le dita e aggiungerlo alle uova a piccoli pezzi. Mescolare le uova senza troppa forza con delle bacchette o una forchetta (importante: non usare la frusta perché le uova non devono diventare schiumose).

Preparare un canovaccio bagnato accanto al piano di cottura. Riscaldare la padella a fuoco medio e aggiungere 1 cucchiaio di olio. Asciugare l’olio in eccesso con della carta da cucina.

Versare le uova e mischiare rapidamente con le bacchette finché non sono molto soffici. Se la padella si scalda troppo e vi sembra che le uova si stiano bruciando, posizionatela per un momento sul canovaccio bagnato per raffreddarla.

Quando le uova sono soffici e si sono ben amalgamate, piegate l’omelette di un terzo e spostate la padella con molta attenzione verso il piatto, facendo scivolare l’omelette sopra al riso.

Servire con una decorazione di ketchup o salsa demi-glace e servire immediatamente.

ITADAKIMASU!

fonte: japantimes

 

 

Pokémon Cafe a Osaka: il sogno diventa realtà!

Pokémon Cafe

Pokémon Cafe a Osaka: una novità davvero tanto attesa per gli abitanti della zona del Kansai, la seconda più densamente popolata dopo l’area di Tokyo.

Tokyo possiede già più di un Pokémon Center, di cui il più grande si trova a Ikebukuro nel grattacielo Sunshine City, e ovviamente sempre nella capitale nipponica si trova un Pokémon Cafe con cibo a tema e menu speciali dedicati ai “piccoli mostriciattoli”.

Mancava, quindi, un secondo punto di riferimento per chi abita molto lontano dalla capitale: finalmente è stata annunciata l’apertura di un nuovo Pokémon Cafe con annesso Pokémon Center proprio a Osaka!

Pokémon Cafe

E’ pur vero che vicino alla stazione di Osaka si trova già un Pokémon Center, ma quello che sta per aprire avrà dimensioni completamente differenti e non avrà niente da invidiare a quello di Tokyo; all’ingresso verranno posizionate le statue dei tre Pokémon leggendari di tipo volante che facevano parte dei giochi originali, ossia:

  • Articuno (in giapponese Furīzā, come Freezer di Dragon Ball! – tipo Ghiaccio);
  • Zapdos (in giapponese Sandā – tipo Elettro);
  • Moltres (in giapponese Faiyā – tipo Fuoco).

Le statue dovrebbero essere a grandezza naturale, ossia circa due metri di altezza!

Non ci sono ancora informazioni dettagliate sul Pokémon Cafe a Osaka, ma la data di apertura è certa…

Ebbene sì: il 20 settembre 2019 aprirà i battenti il secondo Pokémon Cafe del Giappone! Il luogo dove verrà aperto è il nono piano del Daimaru Shinsaibashi, un centro commerciale in una delle zone più attive di Osaka.

Pronti ad organizzare il vostro viaggio? Se la vostra meta è Osaka, potreste anche incontrare il caro vecchio Ryo Saeba

Fonte: Nijimen

Recensione Aggretsuko 2: la crisi di Retsuko

recensione aggretsuko-2

Da poco uscito su Netflix, ecco la nostra recensione di Aggretsuko 2 che abbiamo guardato tutta d’un fiato in una serata!

La durata degli episodi è di circa 15 minuti l’uno, come per la prima serie, quindi le puntate si esauriscono (purtroppo) molto in fretta, ma possiamo dire che anche stavolta non ci ha deluso, anche se ci sono delle situazioni e dei personaggi che, secondo noi, non sono stati approfonditi abbastanza.

Poiché vorrei raccontarvi più nel dettaglio cosa ci è piaciuto e cosa no di questa seconda stagione di Aggretsuko, attenzione a chi non ha ancora visto l’intera serie perché da qui in avanti seguiranno alcuni spoiler.

RECENSIONE AGGRETSUKO 2: ALLERTA SPOILER!

Innanzitutto, perché la nostra recensione si intitola “la crisi di Retsuko”? Perché in questa stagione vediamo la protagonista particolarmente afflitta e in difficoltà in merito a diverse situazioni; vediamo insieme quali:

  • IN CRISI CON LA MADRE

Retsuko si trova a dover affrontare l’insistenza della madre che vuole a tutti i costi che sua figlia trovi un marito prima che diventi troppo vecchia. La mamma di Retsuko piomba a casa sua e le procura degli appuntamenti combinati contro la sua volontà, mettendo seriamente alla prova Retsuko che inizialmente si dimostra riluttante, ma dopo il primo appuntamento inizia a mettere in dubbio le sue decisioni di vita e si chiede se non sia forse il caso di diventare più adulta, affrontando l’argomento matrimonio e famiglia.

  • IN CRISI CON UN NUOVO COLLEGA

Un’altra sfida a cui Retsuko deve sottoporsi è l’arrivo di un nuovo collega, Anai, neo-laureato che il capufficio Ton decide di affidare proprio a Retsuko, che dovrà quindi assumersi la responsabilità di insegnare al meglio il lavoro dell’ufficio contabilità. Il problema è che Anai, terribilmente insicuro e non in grado di rispondere nemmeno al telefono, si sente minacciato dalle gentili parole di Retsuko, che cerca semplicemente di spronarlo a migliorarsi; il giovane collega, infatti, inizia ad inviare delle e-mail molto minacciose alla senpai facendole sapere che lei ha abusato del suo potere e lo ha fatto sentire inferiore psicologicamente, perciò si aspetta che lei si scusi per iscritto! Retsuko è sconvolta e non riesce a prendere la situazione di petto, anzi, si fa intimorire ancora di più da Anai e finisce per non parlargli più pur di non urtarlo.

  • IN CRISI PER AMORE

La seconda stagione di Aggretsuko rappresenta un nuovo capitolo nella vita amorosa della protagonista: nonostante gli appuntamenti al buio organizzati dalla madre, Retsuko conosce l’amore in una situazione per lei completamente nuova: un’incontro casuale durante le lezioni di scuola guida (ha infatti deciso di prendere la patente) con un suo coetaneo molto affascinante ma apparentemente squattrinato e nullafacente. Retsuko si fiderà di questo sconosciuto oppure lascerà svanire l’opportunità di innamorarsi per davvero? Guardate tutte le puntate per scoprirlo!

recensione aggretsuko-2

RECENSIONE AGGRETSUKO 2: OPINIONI FINALI

La mia opinione sulla seconda stagione di Aggretsuko è che vengono trattati molti temi e ognuno di questi va veramente a mettere in discussione i valori della protagonista, che si ritrova ad affrontare un periodo difficile dato dalla concomitanza di varie situazioni problematiche che accadono tutte insieme. Retsuko è un’inguaribile romantica, ma riconosce anche che è necessario fare dei sacrifici per potersi considerare davvero degli adulti. In particolare, l’episodio finale ci ha lasciati un po’ con l’amaro in bocca, perché abbiamo visto crollare il castello costruito da Retsuko con tanta fatica, purtroppo inutilmente.

Ci ha fatto piacere vedere che alcuni personaggi si sono rivelati più profondi di quanto sembrassero, ad esempio:

  1. Kabae, la collega chiaccherona (un ippopotamo) che si rivela un’ottima madre di famiglia e quindi una bravissima insegnante per Anai, oltre che a dispensare consigli molto utili anche a Retsuko;
  2. il capufficio Ton, che quando riceve la lettera di dimissioni di Retsuko la fa riflettere sulle possibili conseguenze del gesto e sulla sua effettiva volontà di dimettersi dall’azienda;
  3. Gori e Washimi, amiche di lunga data, che affrontano un litigio da cui sembra non si possa trovare soluzione! Uno shock per noi e per la povera Retsuko…

Allo stesso tempo, sono rimaste irrisolte alcune situazioni, di cui la più “grave”, a mio parere, è la mancata dichiarazione dei sentimenti di Haida nei confronti di Retsuko. Alla fine dell’episodio speciale di Natale, sembrava che tra i due stesse sbocciando qualcosa o che comunque avremmo avuto occasione di vederli uscire insieme; invece in questa stagione non succede nulla tra i due, anche se rimane evidente che lui è ancora pazzamente innamorato di Retsuko. E inoltre, anche se si tratta di una cosa meno importante, si vede troppo poco il muscolosissimo maestro di Yoga che urla “Proteine!”

In conclusione: Aggretsuko 2 si è rivelato più profondo e più riflessivo di quanto ci aspettassimo. Le scenette comiche non mancano, ma rimane davvero una sensazione di leggera tristezza per come sono andate le cose alla povera Retsuko.

Voto finale: ★★★★★★★✰✰✰ 7/10

Fateci sapere cosa ne pensate o se siete d’accordo con noi! E a questo punto, aspettiamo la prossima stagione!

Trovate tutte le puntate su Netflix.

Il conbini Lawson perde la “L” per una buona causa

conbini Lawson

Chi di voi è già stato in Giappone sa che esistono molte catene di mini-supermercati aperti 24h su 24, tra cui il conbini Lawson, Family Mart, 7&i, eccetera.

Questi supermercati appaiono molto spesso anche in anime e manga, come ad esempio ne Le Bizzarre Avventure di Jojo, dove avrete sicuramente visto un conbini di nome OWSON nella città di Morio-cho: ovviamente, si tratta di una parodia del già citato conbini Lawson!

Se nell’anime il conbini perdeva una lettera per motivi di copyright, in questo caso il supermercato ha perso la sua “L” per un motivo molto nobile: infatti, nella città di Matsuyama uno dei conbini della catena ha volutamente spento la lettera “L” dell’insegna luminosa perché sopra di essa delle rondini hanno deposto il nido.

Chi si è avvicinato pensando che i dipendenti fossero troppo pigri per cambiare la lampadina all’interno dell’insegna si è dovuto ricredere: davanti ai suoi occhi cinque piccole rondini attendevano con ansia l’arrivo di mamma rondine con la pappa per tutti loro!

Il conbini Lawson diventa quindi “Awson”: almeno per un po’ di tempo…

Lo staff del conbini ha infatti deciso di lasciare che i piccoli crescano indisturbati fino a quando non saranno pronti a prendere il volo: solo allora verrà rimosso il nido e sarà riaccesa completamente l’insegna.

Il Giappone, da sempre paese dog-friendly, dimostra il suo amore per gli animali anche e soprattutto con i piccoli gesti di attenzione quotidiana.

Fonte: SoraNews