Le costruzioni più strane in Giappone

costruzioni strane

Quando pensiamo al Giappone è facile pensare a edifici megagalattici, incroci affollatissimi e treni ultramoderni. C’è anche qualcos’altro, però: il Giappone è il paese delle costruzioni più strane!

Innanzitutto, è risaputo che il Giappone è un paese ad alto livello sismico e, di conseguenza, deve costruire tutte le proprie infrastrutture seguendo precise regole e calcolando ogni possibile rischio; per questo in Giappone vedrete moltissime case ad uno o due piani ed esse vengono anche buttate giù e ricostruite con molta più frequenza che in altri paesi del mondo.

Tuttavia, in alcune città giapponesi esistono delle vere e proprie bizzarrie architettoniche che lasciano davvero a bocca aperta! Vediamo insieme quali sono:

  • TKP GATE TOWER BUILDING – OSAKA

Il TKP Gate Tower Building si trova molto vicino alla stazione di Osaka ed è famoso perché al suo interno ci passa un’autostrada!

Se entrate nell’edificio e prendete l’ascensore noterete che nei pulsanti relativi ai piani ne mancano tre: il 5, 6 e 7. Non ci sono perché è proprio a quell’altezza che passa l’autostrada che attraversa l’edificio! Ad ogni modo, salendo all’ottavo piano potrete ammirare dall’alto le macchine che passano all’interno del palazzo. Anche salendo sull’Umeda Sky Building si può vedere chiaramente come la strada va ad infilarsi all’intero del TKP.

Come mai si è venuta a creare questa situazione? Si è trattato di una disputa legale sull’effettiva appartenenza di quel lotto di terra, che di fatto apparteneva ad un’azienda privata non intenzionata a cedere al governo, ma anzi a costruire un grattacielo; il comune di Osaka,invece desiderava riqualificare quell’area attraverso la costruzione di un’autostrada. Il governo inizialmente si rifiutò di rinnovare il contratto di locazione all’azienda ma, dopo 5 anni di duri negoziati, si è arrivati al compromesso che ha portato all’attuale situazione.

  • ESHIMA OHASHI – MATSUE

Si tratta del ponte più ripido del mondo, alto 45 metri e lungo 1,7 km, che collega le città di Matsue e Sakaiminato, situate una nella prefettura di Shimane e l’altra di Tottori.

Basta guardarlo per rendersi conto di quanto sia ripido e non ci si stupisce che sia il terzo ponte più grande al mondo. Perché è stato costruito così? Molto semplice: era necessario che il ponte consentisse il traffico delle grandi navi che transitano regolarmente nella zona.

Tra le costruzioni strane, quella che stiamo per presentarvi è forse la più carina!

  • HELLO KITTY SHOW BOX – ISOLA AWAJI

Hello Kitty Show Box è un ristorante/museo dedicato interamente a Hello Kitty e il tetto dell’edificio è costruito esattamente con il musetto della gattina più famosa del mondo.

Ok, ma voi direte: cosa ci fa una mega Hello Kitty nel bel mezzo dei campi di riso? In questo caso l’idea del progetto che ha portato alla creazione di Hello Kitty Show Box è stata quella di rivitalizzare l’area dell’isola di Awaji attraverso un simbolo che potesse raggiungere il maggior numero di persone: Hello Kitty, da sempre paladina della felicità e dell’armonia tra le persone, è stata ritenuta l’ideale per trasmettere questo messaggio di pace e con la volontà di far conoscere una realtà poco apprezzata del Giappone, quella più rurale e anche meno fotogenica, se vogliamo.

Sull’isola, infatti, non ci sono particolari attrattive e non è collegata dai treni, e questo la rende ancora più difficile da raggiungere: ora però, grazie a questo edificio, la zona sta conoscendo una nuova popolarità.

Inoltre, per favorire ancora di più la rivitalizzazione dell’area, invece di costruire nuovi edifici si sta procedendo a dare nuova vita a quelli già esistenti: ad esempio una vecchia scuola è stata convertita in negozio con merchandising ufficiale di Hello Kitty.

PS: Sull’isola si trova anche il parco a tema di Naruto e Boruto!

  • MAMAN – ROPPONGI, TOKYO

Concludiamo con una di quelle costruzioni (o meglio, una scultura) che sono diventate il simbolo di Tokyo: l’enorme scultura di un ragno dal nome Maman, realizzato da Louise Bourgeois, che si trova in uno dei quartieri iconici di Tokyo, Roppongi.

Forse non tutti sapete che ne esistono altri 5 in giro per il mondo e si trovano precisamente a:

  1. Londra (UK);
  2. Ottawa (Canada);
  3. Bilbao (Spagna);
  4. Leeum (Corea del Sud);
  5. Doha (Qatar).

Sicuramente ce ne sono ancora molte altre e pian piano cercheremo di scoprirle tutte!

Fonte: Only in Japan

 

Manabeshima, l’isola dei gatti

isola dei gatti

L’esistenza di un’isola dei gatti sembra un’utopia che farebbe felici tutti gli amanti dei felini… Ebbene, non si tratta di un sogno: l’isola dei gatti esiste davvero e si trova in Giappone!

Il mare interno Seto si trova tra le isole Honshu, Shikoku e Kyushu ed esso è caratterizzato dalla presenza di numerose piccole isolette quasi disabitate, anche se in realtà qualche abitante c’è: i gatti.

Manabeshima si trova a 31 km da Honshu e si può raggiungere tramite un traghetto che parte da Kasaoka, nella prefettura di Okayama. Il tragitto costa 1.040 Yen o 1.790 a seconda del tempo di percorrenza (il primo impiega 70 minuti, il secondo 45).

Già il semplice fatto di salire su questo traghetto vi permetterà di attraversare un mare costellato da tante isole e di fantasticare su questi mondi così lontani dalla realtà quotidiana.

Manabeshima è la penultima fermata del traghetto e già al vostro arrivo sarete accolti da folti gruppi di gatti acciambellati sulle panchine o in cerca di qualche coccola.

Se dopo aver accarezzato e fotografato tutti questi teneri gattini vi verrà fame, non preoccupatevi: sul posto ci sono ristoranti che servono piatti di pesce freschissimo. E se per qualche motivo perdete il traghetto di ritorno, potete anche fermarvi a dormire sull’isola.

L’isola dei gatti vale la pena di essere visitata?

La risposta è: dipende. Di certo può essere una gita alternativa e un modo per passare una giornata di tranquillità, ma non si tratta certamente di una delle esperienze più stupefacenti che potete fare in Giappone.

Ad ogni modo, i gatti in Giappone sono venerati e adorati da tutti, tanto che esiste anche un tempio a loro dedicato; per non dimenticare il famosissimo Maneki Neko, il gatto con la zampetta alzata che porta fortuna e che troverete un po’ ovunque a darvi il benvenuto con il suo musetto baffuto.

Puroland

puroland

Puroland è un posto che proprio non ti aspetti. Non è solo per bambini, ma un’esperienza che lascia gli occhi a cuoricino e che fa vivere il sogno giapponese come fanno la cerimonia dal tè o le esibizioni di arti marziali.

Il perché si spiega facilmente quando arrivi al Tama Center, stazione della Keio Line e della Odakyu Line, e sei già immerso nel mondo di Hello Kitty: pareti, bagni e ogni centimetro quadrato riempiti dalla gattina più famosa del Giappone: tutti tornano bambini.

Puroland non solo per per bambini, ma anche per adulti

Ti lasci trasportare nella struttura di Puroland ed entri in un piccolo regno della fantasia, spettacoli e giochi a tema; gli adulti si divertono con spettacoli comici in cui i genitori aiutano i figli sul palco e si prendono in giro loro per primi.

Spensierato e ben organizzato, è il posto in cui fare almeno una tappa di un viaggio in Giappone.

puroland

Partendo dalla stazione di Shinjuku, prendete una delle due linee e scendete al Tama Center e poi inizia il sogno: quello bello!!!!

Non devi essere una ragazza per farti piacere questo stravagante mondo alla giapponese, dove vivere quelle emozioni che di solito provi pensando al Giappone.

Ragazze vestite in modo strano, pupazzi, bambini, luci e colori… una gita che merita tutta la vita.

Hello Kitty: un brand di successo

Yuko Shimizu, nel 1976, creò quello che sarebbe divenuto il gatto dal fiocco rosso più famoso al mondo. E’ il personaggio di punta dell’azienda giapponese Sanrio, che produce una grande quantità di prodotti. Il brand di Hello Kitty è considerato uno dei più forti e remunerativi del Giappone: circa 1 miliardo di dollari all’anno.

Negli anni il marchio, spesso associato alle ragazzine, ha avuto anche influenza in prodotti come intimo per adulti, automobili, treni, aerei, elettrodomestici, borse vintage e addirittura abiti da sposa.

Sito ufficiale di Puroland

 

 

 

Fujisawa: la città autosufficiente ed ecosostenibile

fujisawa

Fujisawa “Sustainable Smart Town” (SST) è una piccola città intelligente ed autosufficiente che sorge a 50 Km da Tokyo, nella prefettura di Kanagawa.

Nata sul modello della “Città giardino” teorizzato dal britannico Ebenezer Howard nel 1898, il progetto di Fujisawa SST viene ultimato nel 2014, dietro la volontà del colosso nipponico Panasonic e di altre otto aziende che hanno voluto, progettato e finanziato il programma.

E’ stata creata allo scopo di arrestare la crescita demografica di Tokyo e Yokohama, e di mettere un freno alle criticità ambientali; la città occupa una superficie di 19 ettari e ospita 1.000 villette unifamiliari.

Ogni modulo abitativo ad energia zero, altamente coibentato, è dotato di pannelli solari e fotovoltaici capaci di produrre e accumulare energia. I materiali di costruzione adoperati evitano l’utilizzo del riscaldamento in inverno e la studiata disposizione delle case, favorevole al passaggio del vento, rende superflui gli impianti di condizionamento in estate.

Fujisawa SST propone un modello sociale rinnovato dove è possibile lavorare e vivere nello stesso ambiente. L’unità di vicinato, gli eventi pubblici e lo scambio reale di relazioni tra gli abitanti è alla base della vita di questa città.

Tutta la città è servita di automobili e biciclette esclusivamente elettriche, messe a disposizione degli abitanti. Il disegno della città rende comunque minimi gli spostamenti.

Fujisawa produce, conserva e gestisce energia in maniera autosufficiente e totalmente ecologica.

Ad oggi la città raggiunge l’abbattimento record delle emissioni di CO2 del 70% e il 30% in meno di consumi d’acqua rispetto a una normale città. Questi dati sono destinati a migliore ancora: l’obiettivo dichiarato è l’impatto zero, ovvero “net zero energy”.

A 14 anni dal protocollo di Kyoto e a 4 dagli accordi di Parigi, il progetto giapponese si pone alla giuda della ricerca per le città del futuro, in un mondo messo sempre più alle strette dall’inquinamento.

Se volete trasferirvi in Giappone potrebbe essere una buona idea scegliere una casa ad impatto zero, oppure c’è anche chi regala alcune unità abitative in località poco conosciute: fateci un pensiero!

Fonte: Valerio Morando @levieperilgiappone

Maggiori informazioni al sito: https://fujisawasst.com/EN/town/square.html