Cosa succede agli oggetti smarriti in Giappone?

oggetti smarriti

Il Giappone è quel paese dove puoi dimenticare un portafogli pieno di soldi e vedertelo restituire senza un solo centesimo (o meglio, yen) in meno. Gli oggetti smarriti sono trattati con estremo rispetto e non sono rari i casi in cui anche il viaggiatore più distratto ha potuto ritrovare ciò che aveva perso sul treno semplicemente andando all’ufficio oggetti smarriti della stazione.

Tuttavia, nemmeno questi uffici che conservano con cura gli oggetti smarriti possono tenerli in eterno e capita sovente che molti di essi non vengano mai ritirati da nessuno. Dopotutto, stiamo parlando di una megalopoli da più di 13 milioni di abitanti!

Cosa succede agli oggetti smarriti che non vengono reclamati?

Trascorso un periodo di tempo predefinito, questi oggetti vengono messi all’asta (riservata a venditori indipendenti) e successivamente vengono portati al cosiddetto 鉄道忘れ物位置 (Tetsudou Wasuremono Ichi), ossia il “mercato degli oggetti smarriti in treno”.

I prezzi di vendita ovviamente sono molto bassi e le categorie di oggetti che potrete trovare in un mercato del genere sono disparate:

  • ombrelli (forse l’oggetto smarrito più comune);
  • occhiali;
  • cuffiette e accessori per cellulari;
  • cellulari e macchine fotografiche digitali;
  • manga e libri.

L’elenco potrebbe continuare ancora… Un mercato del genere può diventare un’occasione per trovare oggetti anche in ottimo stato a prezzi veramente vantaggiosi.

Se vi capitasse di perdere qualcosa su un treno giapponese, cercate nella stazione più vicina al luogo dello smarrimento il Lost & Found Center, dove ogni oggetto viene rigorosamente impacchettato ed etichettato, pronto per essere ritrovato dal suo proprietario.

Fonte: Sora News

 

Warehouse Kawasaki: la sala giochi più strana del Giappone sta per chiudere

warehouse kawasaki

Warehouse Kawasaki, ossia la sala giochi più strana, paurosa e instagrammata del Giappone sta purtroppo per chiudere.

Il suo nome è diventato famoso anche grazie a Instagram, dove gli Igers più fashion si sono scatenati in foto artistiche con sullo sfondo i bizzarri interni della sala giochi. Sembra uscita direttamente da un set cinematografico degli anni Ottanta, con le sue luci al neon e la sua atmosfera cyberpunk stile Blade Runner, per non parlare delle ambientazioni che vanno dallo stile Hong Kong malfamata fino alle sale che sembrano fatte apposta per un film splatter.

Warehouse Kawasaki è una leggenda e si trova appunto nella città di Kawasaki, a sud di Tokyo; è specializzata nei videogiochi retro e ovviamente al suo interno possiede diversi cabinati originali dell’epoca. E’ stata costruita nei primi anni 2000 in un edificio a più piani che precedentemente ospitava un negozio di elettronica.

Warehouse Kawasaki ha poco più di 14 anni ma sta già per diventare un ricordo.

Purtroppo è stata annunciata la chiusura definitiva della struttura, che avverrà il 17 novembre di quest’anno. Le ragioni ufficiali non si conoscono, ma si suppone che, come in molti altri casi simili, non sia facile gestire in maniera redditizia una sala giochi in un mondo dove ormai le console e i videogame online la fanno da padrone. Non è un mistero che le sale giochi nella vicina Tokyo sopravvivano soprattuto grazie agli UFO catcher (le macchinette con gli artigli per acchiappare peluche, action figure o altri premi) o alle macchine per fare purikura (le foto che vanno tanto di moda tra le ragazze per fare foto kawaii).

Probabilmente anche il recentissimo aumento dell’IVA, dall’8 al 10%, va ad influire su un business che si regge su monete da 100 Yen, che è il prezzo di una normale partita a videogames.

Se avete tempo per visitarla, vi lasciamo l’indirizzo di questo pezzo di storia:

Warehouse Kawasaki / ウェアハウス川崎
Kanagawa-ken, Kawasaki-shi, Kawasaki-ku, Nisshncho 3-7
神奈川県川崎市川崎区日進町3-7
Orari: 9:00-23:45 (lu-ve), 7:00-23:45 (sa-do e festivi)

Fonte: Warehouse Kawasaki

 

 

 

Il sistema ferroviario giapponese

sistema ferroviario giapponese

Il sistema ferroviario giapponese è conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria efficenza ed è sicuramente un modello che si basa su standard molto elevati.

Non è una leggenda quella del treno che arriva in perfetto orario spaccando non solo il minuto, bensì il secondo. E gli stessi giapponesi prendono molto seriamente la questione, tanto che viene rilasciato un apposito biglietto giustificativo per il treno che parte o arriva in ritardo da consegnare al datore di lavoro o alla scuola in caso di mancata puntualità.

Vediamo insieme le origini e l’evoluzione di questo sistema che rasenta la perfezione.


LE ORIGINI STORICHE

La prima linea ferroviaria in Giappone è stata costruita con l’aiuto degli inglesi nel 1872 e collegava Tokyo con Yokohama. La velocità dei treni dell’epoca era di appena 32 km all’ora.

Dovettero passare altri 17 anni prima che le due grandi città giapponesi Tokyo e Osaka venissero collegate tra di loro: per viaggiare tra le due città ai tempi occorrevano ben 20 ore!

Inizialmente il Giappone non costruiva le proprie locomotive, ma le importava dalla Germania, dalla Gran Bretagna o dagli Stati Uniti; soltanto all’inizio del Novecento iniziò la produzione di treni a carbone.

Se nel 1880 esistevano appena 4 linee ferroviarie, nel 1920 si era già arrivati ad un sistema ferroviario che copriva l’intera nazione. Le stazioni avevano già le caratteristiche che le contraddistinguono ancora oggi, ossia erano centri nevralgici del commercio con i loro negozi e le attrazioni dedicate.

Durante la seconda guerra mondiale il servizio ferroviario venne interrotto e furono bandite la prima classe e i vagoni ristorante e i vagoni letto.

Nel 1949 nacque la JNR, Japanese National Railways, che rimase unita fino al 1987, anno in cui venne divisa in 6 compagnie regionali sotto il nuovo nome di JR (Japanese Railways): Honshu, Hokkaido, Kyushu e Shikoku erano tutte servite dal trasporto ferroviario grazie al tunnel Seikan a nord e al ponte Seto Ohashi a sud.

Ad oggi esistono due compagnie, JR East e JR West, di cui in futuro è prevista la privatizzazione.

LE TIPOLOGIE DI SERVIZIO

In Giappone non esistono la prima e la seconda classe, bensì esistono treni diversi che percorrono le stesse tratte ma ad un prezzo, una durata e una qualità di servizio differente. Inoltre, solamente i treni veramente lussuosi possiedono vagoni ristorante, in quanto generalmente ogni stazione dispone di vari negozi che vendono pasti pronti (i classici bento) specifici per i viaggi in treno.

Esistono cinque diversi tipi di treni, in ordine decrescente di velocità e prezzo:

  1. Shinkansen Super Express;
  2. Tokkyū (Limited Express), poco più lento dello Shinkansen e si ferma solo nelle stazioni più grandi;
  3. Kyūkō (Express), si ferma anche in alcune stazioni minori;
  4. Kaisoku (Semi-Express), treno rapido che ferma in parecchie stazioni;
  5. Futsū (Locale), ferma in tutte le stazioni.

Generalmente non esistono nemmeno i vagoni letto, dato che quasi tutte le destinazioni possono essere raggiunte in poche ore e che ad ogni modo i sedili dello Shinkansen sono reclinabili, spaziosi e comodissimi. Per le lunghe distanze non ci si pone il problema dato che il mezzo di trasporto migliore rimane l’aereo.

La maggior parte dei treni giapponesi è automatizzata. L’efficenza dei treni giapponesi risiede anche nel fatto che il treno è un mezzo che permette di ridurre l’inquinamento e consuma poco, oltre che ad essere un mezzo di trasporto sicuro ed affidabile. Gli investimenti sulle linee ferroviarie e sul loro miglioramento e potenziamento sono continui; persino i treni che vengono “mandati in pensione” sono talmente in ottimo stato che vengono regalati ad altri paesi asiatici, come è successo al treno Ginga che è stato donato al governo della Malesia.


UN PO’ DI NUMERI DEL SISTEMA FERROVIARIO GIAPPONESE:

  • Ogni giorno sono in servizio circa 26.000 treni in tutto il Giappone.
  • Circa 18 milioni e mezzo di persone utilizzano il treno ogni giorno.
  • Il 40% del trasporto passeggeri viene coperto dal sistema ferroviario.
  • Ogni anno si registrano purtroppo diversi incidenti mortali (tra cui anche suicidi), ma il numero è considerevolmente ridotto scendendo da 900 casi nel 1988 a 452 nel 2004, grazie all’introduzione delle barriere e dei sottopassaggi.
  • Lo Shinkansen viaggia a 320 km/h.

DURATA DI ALCUNI VIAGGI CON IL TRENO SHINKANSEN

  • TOKYO>KYOTO: 2h 40m (distanza 457 km)
  • TOKYO>KANAZAWA: 2h 30m (distanza 491 km)
  • TOKYO>HIROSHIMA: 4h 22m (distanza 810 km)
  • TOKYO>SENDAI: 1h 40m (distanza 368 km)

Fonte: Factsanddetails

Polemiche dopo il tifone Hagibis: i senzatetto non vengono accolti nei rifugi

senzatetto

Il tifone Hagibis è passato sul Giappone lasciando purtroppo dietro di sè numerose vittime e danni ingenti. Tutti hanno avuto disagi, tra cui, ovviamente, anche i senzatetto giapponesi.

Nonostante il governo abbia prontamente diramato l’allarme e invitato i cittadini a prendere tutte le precauzioni del caso, è stato segnalato un caso a Taito (uno dei quartieri speciali di Tokyo) dove due senzatetto non sono stati fatti entrare nei rifugi appositi per le situazioni di emergenza. Il motivo? Non potevano fornire il proprio indirizzo di residenza.

A quanto pare, nella zona di Taito è stato dichiarato che i rifugi sono adibiti solamente ai residenti, mentre è stato affermato che vi erano dei rifugi apposta per viaggiatori o persone senza fissa dimora, che in realtà però non accoglievano comunque i senzatetto.

Quando la notizia si è diffusa su internet è scoppiato il pandemonio: se da un lato molti si sono dichiarati disgustati da una tale mancanza di umanità, alcune persone come infermiere addette nei rifugi hanno invece fatto notare che purtroppo in passato alcuni senzatetto avevano causato dei problemi in situazioni simili, perché erano ubriachi o molestavano le altre persone. Inoltre, è stato fatto notare che si sarebbero potuti recare in un ospedale per ricevere comunque un aiuto provvisorio.

Molti giapponesi si sono schierati dalla parte dei senzatetto, così come molti si sono adoperati come volontari per riparare i danni causati dal tifone.

A causa delle numerose polemiche, comunque, il quartiere speciale di Taito ha dichiarato che in futuro attuerà programmi specifici per aiutare i senzatetto durante le situazioni di emergenza.

Il quartiere speciale di Taito include Ueno, Asakusa, Akihabara e Yanaka.

Fonte: Mainichi Shinbun