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Suicidio Hana Kimura: uno shock per il Giappone

Il suicidio di Hana Kimura è stato uno shock paragonabile a una scossa di terremoto. Una scossa sismica, che normalmente non fa danni in Giappone, in questo caso scuote la società giapponese e porta alla luce un problema che ormai affligge le generazioni più giovani e deboli: il cyberbullismo.

Hana Kimura, 22 anni, era una partecipante del reality show Terrace House, nato in Giappone e arrivato alla sua quinta stagione raggiungendo il pubblico di tutto il mondo grazie a Netflix. Il 23 maggio si è uccisa ingerendo dell’acido solfidrico dopo aver postato su Instagram un’ultima foto insieme al suo gatto e in cui chiedeva scusa.

L’edizione 2019-2020 di Terrace House ha purtroppo subito l’influenza negativa di un anno particolarmente sfortunato a livello mondiale: a causa del covid, infatti, le ultime puntate stavano subendo dei rallentamenti e in studio si era già assistito ad un cambiamento passando dai consueti 6 presentatori ad uno soltanto, il comico Ryota Yamasato, rimasto solo a condurre il programma.

C’è da dire che l’edizione in sé non stava brillando particolarmente per originalità e gli intrecci amorosi non erano molto interessanti, fatta eccezione per personaggi diversi dai soliti stereotipi modella/surfista/attore o attrice, su cui si basavano le precedenti edizioni, come:

  • Giuseppe Durato, mangaka italiano;
  • Violetta Razdumina, una delle poche a esprimere opinioni dirette e sensibili verso i suoi coinquilini;
  • Niino Toshiyuki, la vera rivelazione comica del programma;
  • la compianta Hana, lottatrice wrestler professionista.

L’errore di Hana: ciò che ha scatenato l’ira degli utenti e l’ha gettata in pasto agli haters di Twitter e degli altri social media è stato la sfuriata che è avvenuta tra lei e Kai Kobayashi, uno dei coinquilini con il quale si stava instaurando un rapporto più profondo di una semplice amicizia, ma dal quale Hana è rimasta profondamente delusa dopo il viaggio a Kyoto con altri due ragazzi della casa in cui Kai si è rivelato poco presente e scroccone nei confronti di Niino, che ha coperto tutte le spese del viaggio.

Al rientro a casa la frustrazione di Hana ha raggiunto il culmine quando per errore Kai ha fatto una lavatrice buttando dentro i suoi vestiti senza accorgersi che c’era ancora all’interno la biancheria di lei, tra cui un costume di scena che era costato parecchio ed era stato fatto su misura per lei: il costume si è inevitabilmente rovinato e Kai, non scusandosi e non proponendo nemmeno di risarcirla per il danno causato, ha fatto esplodere Hana che fino a quel momento stava trattenendo la sua delusione.

La violenza dello scontro verbale è diventata l’argomento principale della puntata andata in onda in quel momento: Hana, visibilmente in collera, ha visto crollare tutte le sue aspettative verso quel ragazzo che le piaceva davvero, rivelatosi immaturo e poco sensibile.

Gli insulti di lei si sono susseguiti a raffica di fronte agli altri inquilini che assistevano in silenzio, tra cui lo stesso Kai che non ha replicato per niente, se non con un misero “mi dispiace” ma con lo sguardo sempre rivolto verso il basso e con il cappellino in testa. Al termine della sfuriata, Hana si è alzata in piedi ed è andata a togliere il cappellino a Kai con un colpo di mano simile a uno schiaffo, irritata dalla sua maleducazione, e si è poi rifugiata in camera da letto con le altre ragazze.

Senza stare a disquisire su chi avesse ragione o torto, e considerando anche che nella puntata successiva Kai si è poi scusato con maggiore serietà ed ha annunciato di voler andare via dalla casa per dedicarsi seriamente alla sua carriera, salutando Hana con un abbraccio e quindi riappacificandosi con lei almeno in parte, la pioggia di insulti e minacce di morte che ha ricevuto la ragazza è stata ingiustificabile e si è rivelata essere la causa del suo crollo emotivo, che l’ha portata al suicidio.

IL SUICIDIO DI HANA KIMURA HA PORTATO ALLA CANCELLAZIONE DELLO SHOW

A seguito della tragica notizia lo show è stato cancellato e il governo giapponese ha annunciato di voler prendere provvedimenti contro le persone che hanno perpetrato le minacce di morte, oltre a voler realizzare una legge apposita per i casi di cyberbullismo.

L’episodio è solo l’ultimo di una serie di eventi che si sono già verificati ed hanno portato alcuni giovani ad essere vittime di insulti gratuiti, sia sul web che nella vita reale. Il cyberbullismo si sta rivelando una questione molto seria, capace di causare danni irreversibili. Trovare e punire i colpevoli è giusto, ma è anche necessario dare un sostegno e fare prevenzione nelle scuole affinché i ragazzi si preparino a reagire in maniera positiva nel caso in cui siano vittime di bullismo.

VOGLIAMO DAVVERO VIVERE IN UN MONDO SOCIAL?

Sappiamo bene che il bullismo c’era e c’è sempre stato, anche se non era cyber: la violenza dell’attacco perpetrato da più e più voci, l’essere potenzialmente esposti a un pubblico mondiale e non ad un singolo bullo è sicuramente peggiore e va pertanto gestita in maniera appropriata, punendo chi ingiuria il prossimo e ne causa la sofferenza. Ma è anche e soprattutto necessario preparare i ragazzi che intendono intraprendere una carriera o che vogliono avere a che fare con il mondo del web alla realtà: il lato negativo deve essere affrontato con la giusta consapevolezza e il giusto supporto da parte di figure amiche.

E’ vero che chi accetta di partecipare ad un reality show sa di esporsi alla mercé del pubblico e di ricevere critiche, perciò è sicuramente giusto pensare che Hana non avesse la preparazione psicologica necessaria per affrontare la mercificazione della sua vita privata. Inoltre, il fatto che abbia pubblicato una foto su Instagram poco prima di morire indica che forse il peso dei social media si sta rivelando troppo influente sulla vita di ciascuno di noi: sentire il bisogno di approvazione, o dover dimostrare a tutti di essere pentiti pubblicamente e chiedere scusa attraverso una foto, indica che la nostra vita non ha più alcun senso se non riceviamo i consensi altrui. E’ davvero così che vogliamo vivere?

Per quanto mi riguarda, voglio ricordare Hana come la ragazza forte e dolce che era, con il suo sorriso e i suoi capelli rosa: un’anima guerriera che spero diventi il simbolo di una lotta agguerrita contro il lato oscuro del web.

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Suicidio Hana Kimura: uno shock per il Giappone ultima modifica: 2020-05-30T10:59:59+00:00 da Irene Vicari
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