La storia del tatuaggio perduto parta da Latina, dal museo Cambellotti, dove è conservato il modello preparatorio in gesso, insieme ai disegni dell’opera che ritrae: un aquila romana con l’ala spezzata, in cima ad una colonna dell’antica Roma. Giungiamo lì dove tutto ebbe inizio e dove trovarono la morte una ventina di ragazzi fra i 14 ed i 17 anni. Una storia triste raccontata in maniera magnifica nel libro che racconta il suo viaggio attraverso il Giappone di un ex-ambasciatore italiano.

Il tatuaggio perduto: Giappone e Italia sono legate dal modo di fare il tatuaggio tebori

Dalla sua descrizione del luogo nasce una parte della mia idea sul tatuaggio perduto. Un saggio che dimostra per la prima volta in assoluto il legame fra la città di Loreto ed il Giappone attraverso il tatuaggio. La vicinanza e l’assonanza che esiste fra due mondi lontani. Italia e Giappone nel tatuaggio perduto sono legate dal modo di fare il tatuaggio tebori e dalla presenza di giapponesi in Italia e viceversa ebbene una simile assonanza esiste in questo luogo Iimoriyama la collina che si affaccia su Aizu Wakamatsu.

Ci si sente come estranei, si cammina in punta di piedi, sai che non dovresti stare lì, al cospetto di quelle giovani anime. La gente del luogo sdrammatizza facendo stampe e cartelloni di samurai bambini che rappresentano il luogo. Un tributo ma anche una sorta di esorcismo per sopportare il peso del sacrificio di giovani che nessuno pensava possibile.

Si sono uccisi perché pensavano che fosse finita, che i loro parenti fossero morti e che loro contro un esercito nulla potevano se non togliere al nemico la soddisfazione di farli prigionieri. Hanno aiutato i più piccoli a compiere il sacrificio rituale e poi si sono uccisi i più grandi di cui uno solo sopravviverà per raccontare il fatto.

Un errore in buona fede che li ha resi eroi ma anche simbolo di ciò che non va nella guerra.

Avevano il futuro di fronte eppure sono morti per un onore che a 16 anni è difficile immaginare eppure lo hanno fatto.

Quelle tombe ti fanno chiedere se tu ne avresti il coraggio.

Non sono eroi o nomi famosi ma bambini che hanno avuto il fegato di uccidersi anche se avevano paura e magari piangendo lo hanno fatto.

Si sono aiutati a morire con onore a 16 anni…..

Accanto alle tombe svetta una colonna romana originale in marmo di porfido e la statua di un aquila con una ala spezzata.

Onore ai piccoli eroi da Roma che tutta gli tributa l’onore delle armi.

Siamo al tempo del fascismo, il dono sancisce l’alleanza che porterà alla guerra e ad altra morte ma sembra che i gladiatori omaggino i samurai.

La storia di Roma intesa come storia dell’antica Roma si intercambia ed interroga con quella dei samurai.

L’onore e la morte unicorno per sempre le due culture e questo punto in comune.

Una stessa sensibilità, un modo di vedere e sentire comune ed unico, ecco questa parte ha ispirato il tatuaggio perduto.

Riuscire a trovare punti in comune fra la nostra storia e quella del Giappone in momenti e fasi storiche che lo hanno visto vicini.

L’onore lega in questo caso, la religione ed i tatuaggi nel caso del mio libro ma lo stesso sentimento ne è alla base.

Stare in piedi su quella spianata con la città sotto di sé e le tombe alle spalle da un brivido immenso.

Meditate e apprezzate il momento e poi quando scendete troverete una struttura religiosa interamente in legno e unico lascito ancora esistente del 1800 in cui la storia è ambientata.

La forma è quella di una pagoda ma si può entrare al suo interno e percorrerla per tutta la sua altezza.

Antichità e silenzio,

Sembra di stare in un mausoleo eppure è con questo chiudo in un distributore di bibite vedi la scena che anticipa la morte dei giovani samurai.

La scena successiva nella realtà li ha visti squarciarsi il ventre ma in questa riproduzione che abbellisce una vending machine li vedi pronti e determinati.

Sdrammatizzare e fare sì che la storia rimanga fissa nel cuore della gente che poi la vede tutti i giorni e la considera una cosa banale.

I gladiatori morivano nel Colosseo mentre oggi noi passiamo davanti al monumento e pensiamo a cosa fare della nostra giornata.

Il passato è la storia sono sullo sfondo e spesso il presente ceca di sminuirli e cancellarli ma non riesce mai.

Quindi li banalizza, li rende accettabili è quasi un modo per superare il lutto ma alla fine se ti fermi e senti il suo de silenzio, le anime di coloro che non ci sono più ti sussurrano piano…..

tatuaggio perduto

Un viaggio che parte da Latina, dove si conserva il modello preparatorio dell’opera che svetta in Giappone. Un legame indissolubile fra l’anima italiana e quella giapponese e che nessuno potrà mai dimenticare.

Quello che vorrei mettere in luce è la grande importanza che lega questi nostri due mondi in maniera così unica e particolare. Un sentire comune che passa dal cibo alla musica e all’arte. Con i tatuaggi e soprattutto con le opere che i due paesi si sono scambiate negli anni.

Il tatuaggio perduto ultima modifica: 2019-09-23T12:42:06+00:00 da Marco Fulgione