A dispetto del baseball (tradizionalmente sport di squadra più amato in terra nipponica), negli ultimi decenni il calcio giapponese ha conquistato molti consensi tra il pubblico. Sino ai primi anni ’90 infatti, questa attività non era praticata a livello professionistico: nel 1992, con la fondazione della J. League Division 1, il buon vecchio football cominciò a conquistare anche la terra dei samurai.

A dire la verità, la rivoluzione calcistica giapponese era cominciata dal 1980, quando la Toyota riuscì a portare la Coppa Intercontinentale a Tokyo: un appuntamento annuale che ha accompagnato lo sviluppo calcistico del paese sino all’alba del nuovo millennio.

calcio giapponese

Tutto questo percorso è stato piuttosto travagliato, punteggiato da club storici che non sono sopravvissuti al sopraggiungere del professionismo o altri che sono sorti proprio con l’arrivo di sponsor e capitali. Per approfondire ulteriormente cosa è accaduto in Giappone, vi consiglio di dare un occhio alle storie di calcio presenti su questo libro.

I CLUB DI CALCIO GIAPPONESE

Un paese unico come il Giappone non poteva che riservarci storie curiose riguardo i club storici che ne fanno parte. Il questo breve articolo ho voluto ricostruire una sintesi del calcio giapponese, mostrandovi alcune delle compagini più rappresentative e le relative curiosità a riguardo:

  • Cominciamo con gli F-Marinos di Yokohama, club nato nel 1972 come dopolavoro del colosso Nissan e divenuta una delle compagini più rappresentative del paese. La parola “Marinos” si rifà allo spagnolo e significa Marinai.
  • I Kashima Antlers, hanno un nome che si rifà all’inglese: Antlers significa corna di cervo e va proprio ad omaggiare il nome della città. Kashima, in giapponese, significa infatti isola del cervo.
  • Ancora più curiosa è il Gamba Osaka, club nato con un divertente gioco di parole: “Gamba” è inteso sia in italiano, sia come riferimento al giapponese “ganbaru” ovvero fai del tuo meglio. I tifosi della squadra si ispirano alla squadra italiana dell’Atalanta sia per quanto riguarda i cori, sia per quanto riguarda gli striscioni.
  • Un nome particolare anche per il Sanfrecce Hiroshima. “San” in giapponese identifica il numero tre, mentre “frecce” si rifà all’italiano. Dov’è il nesso? In realtà si tratta di un proverbio giapponese secondo cui è più facile spezzare una freccia sola che spezzarne tre assieme.
  • Per lo Júbilo Iwata, l’ispirazione arriva invece dal Portogallo:  “Júbilo” significa esultanza.
  • Infine parliamo del Cerezo Osaka. Il nome “Cerezo” in spagnolo significa ciliegio, ovvero l’albero simbolo della città.

NON SOLO TIFOSI ITALIANIZZATI E NOMI BIZZARRI

A dispetto di una tradizione recente, il calcio giapponese offre comunque molti spunti interessanti per chi è appassionato di sport asiatico. A partire dalla Coppa dell’Imperatore, il trofeo più antico del paese che mette sullo stesso piano squadre professionistiche e club amatoriali, sino alle recenti prestazioni favolose del Kashima Antlers (giunto secondo al mondiale per club) e dell’Urawa Red Diamonds di Saitama (recentemente laureatosi campioni d’Asia).

Il calcio nipponico sta crescendo e, potete scommetterci, ne sentiremo sempre più parlare nei prossimi anni…

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IL CALCIO GIAPPONESE: ORIGINI E CURIOSITA’ ultima modifica: 2018-02-05T16:00:36+00:00 da Fabio Lo Cascio