Recensione il regista nudo

Recensione il regista nudo

Il regista nudo” appare da poco su Netflix a sconvolgere l’intero genere dei dorama giapponesi: scene di sesso piuttosto esplicite e un argomento tabù ne fanno sicuramente una serie unica nel suo genere e fuori dai classici canoni giapponesi.

Seguendo un filone che ora va molto di moda, ovvero l’ambientazione negli anni ’80 (vedi ad esempio Stranger Things), “Il regista nudo” percorre la storia travagliata di Touru Muranishi, regista porno che ha sconvolto il mondo dei video per adulti in Giappone. Una storia vera ambientata in una Tokyo pre-bolla economica, in cui la società è florida ma vive ancora di grandi ipocrisie nei confronti del sesso.

TRAMA

Touru Muranishi inizia la sua carriera per caso: pur lavorando come venditore di enciclopedie, una volta che la casa editrice per cui lavora fallisce si ritrova a dover reinventare la propria vita e, come se non bastasse, scopre la moglie a letto con un altro. La giustificazione della moglie è che lui non è mai stato in grado di farle avere un orgasmo… Come inizio per il regista porno più controverso del Giappone non è il massimo!

Ma sarà proprio questo grandissimo shock a far scattare qualcosa dentro Muranishi, che una sera mentre si trova in un bar incontra Toshi, un delinquentello che spaccia audiocassette dove registra i gemiti amorosi delle coppie che si trovano nei love hotel. Muranishi intravede in questo commercio illegale una grande possibilità, ma capisce che la vera fortuna potranno farla solo tramite le videocassette: così piano piano inizia il loro percorso ai limiti della legalità e della censura giapponese, davvero rigida e intransigente per quanto riguarda i video erotici.

il regista nudo

Il mondo del porno è infatti un campo minato: tra la polizia, la yakuza e la commissione regolatrice dei video per adulti, capeggiata da un regista senza rivali, Muranishi dovrà fare i conti con vari poteri forti che cercheranno in tutti i modi di ostruire il suo successo; tuttavia, sarà una donna a regalargli la fortuna: Kaoru Kuroki, studentessa universitaria che scopre la sua naturale dotazione per il porno e tramite le sue scene disinibite desidera dimostrare che anche le donne hanno desiderio sessuale e non c’è niente di male nel mostrarlo a tutti.

Il regista nudo racconta in maniera fedele e senza mezzi termini una realtà nascosta.

Touru Muranishi si può definire una sorta di Rocco Siffredi giapponese, dal momento che non solo è regista ma anche attore dei suoi film, in quanto spesso recita le scene di sesso con la telecamera in mano.

Oggi il regista ha 71 anni e la sua vita è stata probabilmente molto soddisfacente (si dice abbia avuto 7000 donne), ma ha dovuto anche fronteggiare numerose difficoltà, tra cui varie reclusioni in carcere e bancarotta delle sue aziende, nonostante l’enorme successo dei suoi video.

il regista nudo

 

“Il regista nudo” di Netflix è una serie davvero ben fatta, con attori credibilissimi, ed è persino doppiata in italiano: le voci sono azzeccate e la recitazione è ottima. La storia si sviluppa in maniera molto lineare e non presenta momenti di noia, anzi, sa intrattenere con simpatia e il giusto livello di drammaticità. Il tema trattato è certamente spinoso, ma ogni episodio è costruito in maniera intelligente e soprattutto imparziale ed oggettivo, ricordandoci che certamente Muranishi è andato contro la legge, ma anche la polizia, corrotta e in combutta con la yakuza, non era certo da meno.

Se vi affascina il mondo dell’erotismo giapponese, non rimarrete delusi da qesta serie!

VOTO FINALE: 8/10

 

 

 

 

Recensione il regista nudo ultima modifica: 2019-08-16T11:54:12+00:00 da Irene Vicari

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