Finti disabili a Tokyo Disneyland

tokyo disneyland

Tokyo Disneyland è un posto magico dove i bambini passano momenti indimenticabili, e anche i grandi possono tornare a sognare ritrovando i personaggi della loro infanzia e divertirsi insieme a loro.

Tuttavia gli adulti a volte se ne approfittano, come nel caso di due visitatori del parco che hanno finto di essere disabili per godersi una giornata spensierata nel parco.

Infatti, in occasione dell’anniversario dei 35 anni di apertura di Tokyo Disneyland, è stata effettuata un’iniziativa chiamata “Happiest Surprise”, in cui i dipendenti del parco omaggiavano i clienti con particolari sorprese, tra cui posti in prima fila negli spettacoli e nelle parate di solito affolattissime, pass veloci per le attrazioni di punta, oppure voucher sconto per il cibo all’interno del parco o per i souvenir.

Durante il periodo natalizio poteva capitare di ricevere speciali pass da parte dello staff di Tokyo Disneyland.

Il 22 dicembre uno dei fortunati a ricevere questo regalo è stato un ragazzo sulla sedia a rotelle, accompagnato da una donna che indossava una giacca nera: ovviamente il gesto è stato lodevole, visto che spesso chi è costretto in carrozzina fatica a visitare attrazioni e parchi divertimento proprio a causa della sua condizione. Gli stessi dipendenti tendono ad omaggiare più spesso chi presenta problemi fisici o motori per poter regalare una giornata speciale a chi è meno fortunato.

Il problema è che una persona che ha assistito alla scena ha anche documentato, scattando varie foto, che i due erano degli impostori.

La persona ha infatti scoperto che i due si scambiavano spesso di posto, cioè la signora si sedeva sulla sedia a rotelle e il ragazzo la spingeva, e ogni tanto facevano a cambio di posto, rivelando così di aver di fatto abusato di quei regali.

Purtroppo non si è potuto fare nulla per smascherare i due finti disabili, ma in ogni caso viene da pensare che in certi modi di fare, ahimé, tutto il mondo è paese.

Fonte: JapanToday

Nuovi lottatori per Dragon Ball Fighterz

nuovi lottatori

Pochi giorni fa l’azienda nipponica Bandai Namco Entertainment ha annunciato l’uscita di un secondo season pass, il FighterZ Pass Season 2, per il picchiaduro Dragon Ball Fighterz. Il primo personaggio giocabile sarà Jiren, leader dei Pride Troopers, antagonista nell’ultimo arco narrativo di Dragon Ball Super, la saga del torneo del potere in cui tutti gli universi si affrontano per poter poi ottenere un desiderio dalle Super Spere del Drago.

8 Nuovi lottatori disponibili nel Fighterz Pass Season 2

La notizia dell’aggiunta di questo nuovo personaggio non è ancora ufficiale in quanto Bandai Namco ci darà maggiori informazioni durante le finali del Dragon Ball FighterZ World Tour che si svolgeranno il 26 e il 27 gennaio a Los Angeles e visibili in diretta su Twitch. Una prima immagine in anteprima è apparsa nell’ultimo numero della rivista giapponese Shonen Jump.

Durante il World Tour di Dragon Ball Fighterz, Bandai Namco Entertainment ha poi in seguito annunciato tutti gli altri personaggi presenti nel Fighterz Pass Season 2. I nuovi personaggi presenti saranno al momento:

  • Broly (dal film Dragon Ball Super: Broly uscito in Italia al cinema e poi in formato dvd e blue-ray);
  • Gogeta (Super Saiyan Blue);
  • Videl con Great Saiyaman assistente.

Dragon Ball Fighterz: il gioco definitivo di Dragon Ball

Dragon Ball FighterZ è disponibile su PlayStation 4, Playstation 4 Pro, Xbox One, Xbox One X. Personal Computer e Nintendo Switch. Il videogioco ha ottenuto ottimi voti su moltissime testate (score metacritic 87) e ha venduto circa 4 milioni di copie diventato il secondo titolo più venduto sulla saga di Dragon Ball.

Il gioco è stato realizzato dagli Arc System Works, famosi per titoli come Guilty Gear, Blazblue e il prossimo Granblue Fantasy Versus che uscirà il prossimo autunno 2019 in esclusiva Sony Playstation 4 e Sony Playstation 4 Pro.

 

Il primo FighterZ Pass, è disponibile a 34,99 euro e aggiunge otto combattenti: Broly, Bardock, Vegito Super Saiyan GSS, Zamasu Fuso, Goku Base, Vegeta Base, Cooler e Androide 17.

Fonte: bandainamco.com

Sistema scolastico giapponese

sistema scolastico giapponese

La scuola giapponese è davvero una delle più severe al mondo? Hanno davvero pochissime vacanze durante l’anno? Se siete curiosi di scoprire come funziona il sistema scolastico giapponese, leggete questo articolo in cui approfondiamo il tema “scuola in Giappone”.

In Giappone le scuole iniziano nel mese di aprile, che segna anche l’inizio del calendario universitario e delle aziende. Il primo giorno di scuola coincide spesso con uno dei fenomeni naturali più belli: la fioritura dei ciliegi. Anche per questo motivo, la fioritura dei ciliegi rappresenta la gioventù e i nuovi inizi.

La percentuale di iscritti nelle scuole obbligatorie è del 100 per cento e il zero per cento è il tasso di analfabetismo; nonostante il fatto che il liceo sia facoltativo, la percentuale di iscrizione è del 96 per cento in tutto il paese, con una percentuale che si avvicina a 100 in tutte le grandi città.

Gli studenti giapponesi hanno una giornata scolastica di 8 ore, il che ne fa uno dei periodi scolastici più lunghi del mondo. Di solito il numero di alunni in una classe non supera mai i 40.

Quasi tutte le scuole secondarie di primo ciclo impongono ai loro alunni di indossare la divisa, che deve essere sempre pulita e stirata; chiunque disobbedisca alle istruzioni non può entrare nel complesso scolastico e viene punito. E’ anche vero, però, che le ragazze tendono ad accorciare la gonna una volta entrate in classe. La divisa tradizionale della scuola giapponese si compone di uno stile militare per i maschi e di un completo stile marinaretto per le femmine.

Per quale motivo viene adottata la divisa? La politica della divisa intende eliminare le barriere sociali tra gli alunni e prepararli all’atmosfera del lavoro, dove verrà loro richiesto di adottare uno stile di abbigliamento consono al proprio ruolo; inoltre, portare la divisa scolastica contribuisce a promuovere un sentimento di comunità tra i ragazzi.

Tuttavia, gli studenti non sono autorizzati a decorare la loro divisa con accessori (come spesso invece vediamo nei manga o negli anime) e le divise devono essere indossate esattamente secondo le istruzioni. La divisa diventa anche il completo elegante da indossare fuori dalla scuola nelle occasioni di festa, e rimane comunque il capo d’abbigliamento più indossato dai ragazzi anche fuori dalla scuola, per testimoniare il proprio senso di appartenenza.

Il sistema scolastico giapponese è considerato uno dei migliori al mondo

Allo stesso modo, gli alunni giapponesi non possono scegliere la pettinatura che preferiscono: i maschi possono avere solo una pettinatura che non lasci differenze evidenti tra la lunghezza dei capelli, le femmine invece possono tagliarsi i capelli come preferiscono, ma è vietato mettere lo smalto, depilarsi o truccarsi, perchè in Giappone gli educatori pensano che gli alunni debbano concentrarsi sui loro studi piuttosto che sul loro aspetto. Inoltre, agli alunni giapponesi è vietato avere relazioni sentimentali, per evitare distrazioni durante gli studi.

 Facciamo un piccolo test:

  • Prova a moltiplicare 26 per 117 e a darmi il risultato della moltiplicazione senza usare calcolatrici.

Probabilmente ti ci vorrà più un minuto… e per quanto riguarda la moltiplicazione di 123 per 321? Forse avresti bisogno di ancora più tempo. Ebbene, i bambini giapponesi sono in grado di fare questa operazione in pochi secondi disegnando qualche riga: con questo metodo, qualsiasi bambino può farlo perchè tiene a mente i numeri disegnando e giocando, non imparando a memoria.

Alla fine dell’istruzione primaria i bambini giapponesi conoscono 106 kanji, mentre a 15 anni imparano altri 1130 kanji questi, come sapete, sono circa 50.000, ma quelli di uso comune sono molti di meno e ogni giapponese conosce in genere soltanto i kanji relativi al proprio ambito di lavoro.

In Giappone le scuole non hanno i bidelli: sono gli stessi studenti che fanno le pulizie, in periodi designati in cui lavorano insieme per pulire le aule, i corridoi e i bagni: anche questo metodo di insegnamento è sicuramente validissimo per insegnare ai bambini il rispetto per gli spazi comuni.

Noi svogliati studenti italiani abbiamo probabilmente tutti marinato la scuola almeno una volta nella nostra vita… al contrario, gli studenti giapponesi non perdono le lezioni e non arrivano a scuola in ritardo. Inoltre, circa il 91 per cento degli alunni giapponesi ha indicato di non aver mai ignorato gli insegnamenti dei professori. Nel caso in cui un insegnante dovesse assentarsi per qualche ragione, gli alunni non si aspettano di avere un supplente ma rimangono nelle loro classi e studiano autonomamente con i propri libri: difficile immaginare una situazione simile in una classe italiana!

Ma veniamo al tanto temuto argomento vacanze:  le vacanze estive in Giappone durano soltanto cinque settimane e questo tempo viene solitamente utilizzato per seguire lezioni private e portarsi avanti con gli studi, mentre la maggior parte degli alunni del mondo si gode queste vacanze per riposarsi e divertirsi.

La scuola materna è molto importante in Giappone: le ricerche dimostrano che gli alunni che frequentano la scuola materna hanno la tendenza a dare prestazioni migliori una volta raggiunte le scuole superiori, rispetto a chi non l’ha frequentata. Non sorprende quindi che il 99 percento degli alunni giapponesi passi dalla scuola materna prima di iniziare la scuola elementare.

Il sistema scolastico giapponese si occupa anche del cibo che viene fornito ai propri studenti.

La scuola giapponese infatti fa del suo meglio per provvedere a ciò che gli alunni mangiano: pasti sani ed equilibrati sono alla base della mensa scolastica, anche se nella maggior parte dei casi non esistono delle vere e proprie mense: nelle scuole giapponesi, i bambini mangiano nelle proprie classi con i loro insegnanti e si servono il pranzo da soli, aiutati dalle cuoche della scuola. Nelle scuole elementari e nelle scuole medie pubbliche il pranzo per gli studenti viene cotto secondo un menu standardizzato sviluppato non soltanto da chef qualificati ma anche da professionisti della salute.

Come ben saprete, nelle scuole giapponesi esistono anche i club sportivi. Oltre ai suddetti club, in cui ogni studente può specializzarsi nella disciplina preferita,  vengono prese molto sul serio le lezioni di nuoto, che costituiscono una parte del programma di studi. Infatti, la maggioranza delle scuole in Giappone ha la propria piscina, in cui i bambini sono tenuti ad imparare a nuotare su una distanza minima. Gli studenti che falliscono tale prova devono seguire dei corsi di recupero estivi.

Il principio della scuola giapponese è che ogni individuo ha qualcosa da offrire, anche se non è talentuoso o non dimostra una particolare intelligenza: per questo motivo nei primi anni di scuola vengono insegnati principalmente le buone maniere e il buon comportamento, così come ci sono lezioni di economia domestica anche negli anni della scuola superiore; per questo motivo non ci sono fallimenti o bocciature prima dell’ottavo anno di scuola.

Tuttavia, il sistema giapponese ha una tendenza verso l’elitarismo: in parole povere, bisogna sempre mirare alla scuola migliore per avere il massimo delle possibilità di entrare poi nelle migliori università ed infine trovare il miglior posto di lavoro. Questo ha portato alla diffusione delle scuole preparatorie serali (juku), che hanno la doppia funzione di provare ad aumentare il livello scolastico dell’alunno e di rassicurare i genitori sul fatto che tutto ciò sia necessario per i loro figli; si tratta di scuole molto care, ma è un investimento che i genitori sono disposti a fare per il bene dei propri figli.

Esistono anche dei lati negativi…

Forse anche per questo motivo il sistema educativo giapponese è stato denunciato per essere la causa dello sfinimento degli studenti; nel peggiore dei casi, oltre allo sfinimento mentale e psicologico, il sistema scolastico è responsabile dell’esclusione volontaria dalla vita sociale da parte di alcuni studenti, gli hikikomori, giovani che vivono rinchiusi in casa e isolati da tutto.

Questi ragazzi sono quelli che non sono riusciti ad adeguarsi al pesante sistema d’istruzione o che sono stati esclusi dalla scuola in cui avrebbero voluto iscriversi. Non è una leggenda purtroppo anche il rapporto malato tra alcune madri con i propri figli che cercano i fargli scaricare le pulsioni sessuali masturbandoli, per non distrarli dalla propria istruzione.

E’ stato anche rivelato che gli scolari giapponesi imparano a memorizzare piuttosto che a pensare; ciò spiega per quale motivo la maggior parte degli alunni ha buoni risultati in matematica e in generale nelle materie scientifiche, ma spiega anche perché l’individuo giapponese sia dotato di mediocri capacità creative e non spicchi per buona conoscenza della lingua inglese e delle lingue straniere.

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Nuovo record all’asta dei tonni

asta dei tonni

L’asta dei tonni è l’evento più importante che si svolge nel mercato del pesce di Tokyo, che da quando ha chiuso nella storica sede di Tsukiji si è trasferito a Toyosu.

Ed è proprio a Toyosu che è stato battuto il record di vendita al prezzo più alto di un singolo tonno, record che era imbattuto dal 1999.

La mattina del 5 gennaio 2019 la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, si è recata presso il mercato del pesce per tenere il discorso d’apertura della prima asta dell’anno, quella che viene considerata la più importante a livello nazionale e che viene seguita anche dai cronisti internazionali. Alle 5:10 del mattino si sono aperte le danze!

Durante la prima asta dei tonni dell’anno sono stati venduti 1.295 tonni.

Chi si è aggiudicato il tonno da record?

Il tonno pinne gialle del peso di 222 chilogrammi è stato venduto all’incredibile cifra di 333.6 milioni di Yen (circa 3 milioni di Euro!!), pari al valore di 70 kg d’oro, e il vincitore dell’asta è stato Kimura Kiyoshi, patron della catena Sushi Zanmai.

Kimura, che è conosciuto come il Re dei tonni, in quanto spesso si aggiudica i migliori tonni del paese e li distribuisce ai suoi ristoranti, rinomati per l’ottima qualità del pesce, ha dichiarato:

“Il prezzo è stato più alto di quanto mi aspettassi, ma il tonno che ho comprato è della massima qualità. Voglio che i miei clienti mangino un tonno eccellente, e sono fiero di aver acquistato il tonno più fresco ed eccezionale che ci sia.”

Dopo l’asta, Kimura si è recato nel suo ristorante di Tsukiji (dove tutt’ora mantiene la sede principale) ed è stato accolto da una folla di clienti riunitisi per l’occasione: il tonno è stato esposto in vetrina per essere ammirato e fotografato da tutti i presenti, e successivamente anche per essere degustato.

Il retroscena di quest’asta dei tonni è tuttavia preoccupante: non per il prezzo che è stato sborsato per un singolo tonno, ma perché il tonno sta diventando una specie in via di estinzione. La domanda del mercato giapponese per questo pesce è infatti in enorme crescita, tanto che il governo ha dovuto aderire ad un programma di restrizione della pesca allo scopo di ripopolare i mari entro il 2034.

Fonte: Sora News